È stato l’urlo di ogni adolescente, la rabbia di ogni emarginato e lo sfogo di chiunque non si sentisse a suo agio (in qualunque contesto). Quello di Chester Bennington era l’urlo di ognuno di noi: esprimeva perfettamente lo stato d’animo di chi aveva il big bang dentro ma non lasciava trasparire nemmeno una scintilla all’esterno.

Ora che il cantante dei Linkin Park non é più con noi, vittima di quell’oscuro Male che è la depressione e di quelle cure palliative “classiche” come alcool e droga, una parte della me adolescente é in profondo lutto. Hybrid Theory é uno dei pochissimi album che riesco ad ascoltare tutto d’un fiato senza interruzione o senza saltare un brano. È uscito durante la mia tarda adolescenza, quando già avevo molto da urlare al mondo e altrettanto da rimproverarmi. L’ho acquistato, l’ho consumato, l’ho scaricato in digitale appena ho potuto ed é ancora lì, per intero, nel mio iPod.

I tried so hard
And got so far
But in the end
It doesn’t even matter
I had to fall
To lose it all
But in the end
It doesn’t even matter

Ancora oggi questo ritornello mi martella le tempie, ogni volta che una situazione o una persona a cui ho dedicato anima, tempo e corpo non mi ripaga dell’impegno. Succedeva allora, succede oggi e succederà sempre, solo che all’epoca ero convinta che fosse il mio destino da “sfigata”.

 

crawling in my skin
these wounds they will not heal
fear is how i fall
confusing what is real

Questo tipo di ferita, che riaffiora sotto pelle periodicamente, é parte di me, parte di tutti. Con le cicatrici non si può che conviverci ed imparare ad accettarle.

 

I wanna run away
Never say goodbye
I wanna know the truth
Instead of wondering why
I wanna know the answers
No more lies
I wanna shut the door
And open up my mind

Grazie Linkin Park, grazie Chester per aver dato voce alla mia adolescenza, anche se spesso negli ultimi anni sono stata anche colpevole di qualche critica feroce rispetto ai vostri ultimi lavori. Qualche scelta sbagliata ed un cambio di rotta non cancellano l’affetto e l’infinita gratitudine che sempre avrò nei vostri confronti.

Rest in peace, You and your voice will be greatly missed.

 

…ed hai scelto di andartene nel giorno del compleanno di un amico, morendo nel medesimo modo. Io capisco e non giudico, se non con infinita tenerezza.

RIP Chester Bennington. Now “In the end” your body is “Numb” but you have “No more sorrow”. “Breaking the Habit” was difficult for you but you were always “One step closer”. Your voice will be always “Crawling” on me “From the Inside” till the day I “Bleed it Out” and “Faint”
[presa da una pagina fan su FB]

 

P.S. ed in qualunque modo sia andata la vostra adolescenza, sono sicura che il video di Numb riesce a rappresentarla in pieno (per qualcuno completamente, per altri solo in parte.