Avevo ricevuto alcuni inviti “obbligati” (quelli tipici di chi si incontra per caso tra Natale ed il 31 dicembre e per educazione invita l’altro ad aggiungersi alla compagnia) per passare il Capodanno al ristorante di turno, tra perfetti sconosciuti o quasi. Ma a me le convenzioni sociali hanno sempre fatto storcere il naso, soprattutto per le ricorrenze che ritengo importanti (il primo giorno dell’anno é anche il mio compleanno); in più non ho mai gradito particolarmente il “sentirmi in dovere” di fare qualcosa, anche se mi fosse stata offerta.

In tempi non sospetti (dai primi giorni di dicembre) ho chiesto al mio fidanzato se avesse delle idee per il cenone: un ristorante in particolare, un week-end fuori chissà dove, una proposta casalinga, eccetera… A Natale ho detto STOP, il tempo delle idee doveva finire perché occorreva iniziare ad organizzare, dato che mancava appena una settimana. Quindi, per principio, una volta presa una decisione e confermata la scelta, qualsiasi altro invito giunto nei giorni tra il 26 e il 30 dicembre, sarebbe dovuto essere declinato con garbo ed educazione. Lo specifico perché purtroppo l’ultima epica litigata del 2017 tra me e lui é stata, manco a dirlo, su un invito tardivo, quando già si era deciso per il Capodanno casalingo e la sottoscritta aveva già iniziato a comprare ghiottonerie varie.

Poi la gigantesca bolla di aria e rancore si é sgonfiata (al 70% era tutto nella mia testa, mi ero convinta che non volesse passare la serata con me) e ci siamo divisi spese e compiti. Con noi c’era anche la fidata Tuzzo, cosa che ha contribuito a far somigliare questo cenone ad una cena nerd più lunga e grassa (ottimo).

In barba a diete e ogni logica nutrizionale, abbiamo preparato e mangiato quanto segue:

MENU

Antipasti:

  • Pizzette di pasta sfoglia al pomodoro;
  • Tartine con salsa cocktail e pomodorini;
  • Tartine in salsa cocktail con funghi trifolati;
  • Tartine con maionese e pomodorini;
  • Tartine con maionese e funghi;
  • Tramezzini con salse e funghi;
  • Bruschette con salsa tonnata;
  • Bruschette con pomodoro e origano;
  • Pomodorini pachino ripieni.

Primi piatti:

  • Spaghetti quadrati alla carbonara;
  • Lasagne al prosciutto cotto e funghi;
  • Ravioli (al cacao e arancia) burro e salvia.

Secondi Piatti:

  • Cotechino;
  • Patate al forno;
  • Würstel ripieni al formaggio.

Dolce:

  • Crema catalana.

 

Alcune precisazioni inutili:

  1. Gli antipasti sembrano tantissimi ma in realtà ho solo esagerato con l’acquisto del pane e delle salse, per poi andare di fantasia per i tagli e gli abbinamenti;
  2. La carbonara era doverosa, in quanto il Tuzzo aveva più volte espresso, nel corso delle ultime settimane, la sua frustrazione nel non riuscire a mangiare una carbonara decente da tempo;
  3. Il cotechino precotto non é stato inserito per rispetto di chissà quale tradizione, ma dopo aver girato tre supermercati e non aver trovato nemmeno un’idea per un secondo che fosse al tempo stesso decente ed economico;
  4. La crema catalana é stata pensata, voluta e preparata interamente da Gnagno, che l’ha fatta con le sue mani, scegliendo di caramellare lo zucchero con la stessa piccola fiamma ossidrica (che credo sia tecnicamente un saldatore) che usa per lavoro.

Vi lascio tutte le foto della serata, decisamente non mondana ma esattamente come la volevamo noi.

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