Diagnosi di PCOS

La diagnosi si basa prevalentemente sulla clinica e attraverso un’anamnesi completa, che permetta di evidenziare la progressione dei sintomi tipici. Se effettuata precocemente, una corretta diagnosi di PCOS potrebbe evitare alla donna interessata una serie di complicanze, anche importanti, legate alla suddetta condizione.

È opportuno ricordare che non tutte le donne affette da sindrome dell’ovaio policistico presentino i medesimi sintomi, anche quelli più strettamente attinenti alla patologia (come la presenza di cisti ovariche). Soprattutto per questo, oltre che per la natura multifattoriale della sindrome, sarà opportuno non fermarsi ai soli sintomi più evidenti per formulare una diagnosi, ma analizzare attentamente l’anamnesi di ciascuna paziente e consigliare quanti più esami diagnostici possibile (fra quelli utili ai fini diagnostici).

Procedure Diagnostiche Standard

  • Presenza di obesità ed irsutismo;
  • Ecografia pelvica che rilevi presenza di cisti ovariche o ingrossamento;
  • Elevati livelli sierici di androgeni (in particolare testosterone libero e DHEAS);
  • Rapporto livelli di LH/FSH maggiore di 1 al terzo giorno del ciclo mestruale.

Procedure Diagnostiche Aggiuntive

Sono analisi utili per confermare la diagnosi e per tenere sotto controllo i fattori di rischio associati alla sindrome, come insulinoresistenza e obesità:

  • Profilo lipidico (in particolare di colesterolo HDL e trigliceridi);
  • Test di tolleranza al glucosio o curva glicemica;
  • Biopsia del tessuto ovarico.

Dosaggi Ormonali

Oltre alla valutazione della concentrazione ematica di testosterone, è utile monitorare altri ormoni, al fine di escludere endocrinopatie che possono presentare sintomatologia simile a quella descritta per PCOS:

  • Prolattina (per escludere iperprolattinemia);
  • TSH (per escludere un ipotiroidismo);
  • 17-idrossiprogesterone (per escludere il deficit di 21-alfa idrossilasi).

 

Terapia

Premesso che una cura per la sindrome in sè non esiste, sarà il medico curante di ciascuna paziente a scegliere su quale aspetto del quadro sintomatologico andare ad intervenire e di conseguenza prescrivere la tipologia di farmaco più adatta ad ogni situazione.

Regime alimentare

Generalmente, viene anche consigliato di seguire un regime dietetico ipocalorico e a ridotto contenuto glucidico, per limitare l’insorgenza di resistenza insulinica e dislipidemia. Dato che l’obesità, oltre che costituire un fattore di rischio, rappresenta anche una diretta conseguenza della PCOS e ne accentua i sintomi (come la dismenorrea), é in ogni caso consigliabile tenere sotto controllo il peso corporeo.

In molti casi, uno stile di vita più sano e una regolare attività fisica, portano a ridurre l’insulino-resistenza e a ripristinare dosaggi ormonali fisiologici. Per tenere ulteriormente sotto controllo i livelli di glicemia, può essere prescritta la metformina.

Integratori

Molto prescritti in caso di sindrome dell’ovaio policistico, sono gli integratori a base di inositolo (mio-inositolo e D-chiro-inositolo) che svolgono funzione di secondi recettori dell’insulina.

Riduzione della produzione di Androgeni

A tal fine, viene spesso prescritta la somministrazione di estroprogestinici (la classica pillola anticoncezionale) che agisce regolarizzando la produzione ormonale e ripristinando i valori fisiologici di una donna fertile.

Oltre che con la pillola, la quantità di androgeni può essere regolata anche tramite l’assunzione di ciproterone, un farmaco derivato dal progesterone, che blocca l’azione degli androgeni sui recettori cellulari.

Parallelamente, può essere aumentata la secrezione dell’ormone follicolo-stimolante FSH attraverso l’azione di un farmaco chiamato clomifene citrato, che stimola l’ovulazione nelle pazienti con amenorrea.