Cos’è la PCOS?

La sindrome dell’ovaio policistico (o PCOS per la denominazione anglosassone Poly-Cystic Ovary Syndrome), conosciuta anche come policistosi ovarica, sindrome di Stein-Leventhal o anovulazione iperandrogenica, è un complesso di sintomi, conseguenti ad uno squilibrio ormonale nelle donne in età riproduttiva.

Colpisce statisticamente una percentuale variabile tra il 5 ed il 20% delle donne in età fertile; é dunque il disordine endocrino più diffuso tra le donne in età riproduttiva.

Le cause non sono ancora del tutto chiare, ma la comunità scientifica si é da tempo orientata verso una combinazione di fattori genetici ed ambientali. La familiarità é documentata in almeno il 50% dei casi ed un ruolo determinante sembra averlo l’obesità, che oltre ad essere una conseguenza della sindrome, gioca un ruolo anche nella sua insorgenza.

Quadro clinico

La complessità di questa condizione é evidente sia nel quadro clinico, che presenta una sintomatologia varia, la quale coinvolge diversi apparati corporei, sia nelle manifestazioni, peculiari per ogni paziente (non tutte avranno i medesimi sintomi e non con la stessa intensità).

Anche e soprattutto per questo, la diagnosi esatta di PCOS richiede un’anamnesi accurata e differenti tipologie di esami medici per essere accurata e corretta.

Alterazioni anatomopatologiche

A dare il nome alla sindrome é stata inizialmente proprio la sua manifestazione più evidente: ovaie ingrandite e micropolicistiche, caratterizzate cioè da una serie di cisti di diverse dimensioni.

Alterazioni endocrinologiche

I disturbi endocrinologici che si riscontrano più di frequente sono riassumibili con la classica triade, usata fino a qualche anno fa anche come criterio diagnostico di PCOS:

  • ciclo irregolare (80%) (amenorrea, oligomenorrea, metrorragie, infertilità)che compare fin dall’età puberale;
  • iperandrogenismo (60%) (irsutismo – tipicamente su labbro superiore, mento, solco intermammario, avambracci, linea alba, le cosce e le gambe -, acne, alopecia);
  • obesità (50%) associata ad uno stato di iperinsulinismo derivante dall’insulino-resistenza.

Alterazioni metaboliche

I disturbi metabolici legati alla PCOS rientrano in una definizione abbastanza caratterizzante, quella di sindrome dismetabolica. Essa si definisce nello specifico attraverso alcune manifestazioni:

  • intolleranza glucidica;
  • dislipidemie (con aumento dei trigliceridi e abbassamento HDL);
  • diabete mellito;
  • ipertensione;
  • aumentato rischio cardiovascolare;
  • difetti fibrinolitici con iperfibrinogemia.

Sintomatologia

  • Alterazioni del ciclo mestruale quali dismenorrea, amenorrea o oligomenorrea;
  • Sindrome premestruale di durata prolungata, con sintomatologia classica: gonfiore addominale, sbalzi d’umore, ritenzione idrica, cefalea, dolore alla schiena);
  • Cisti multiple con conseguente ingrossamento delle ovaie fino a 3 volte la dimensione normale;
  • Superficie ovarica spessa, liscia, color perlaceo;
  • Pelle grassa, acne, dermatite seborroica;
  • Elevata concentrazione ematica di ormoni androgeni, in particolare testosterone, androstenedione e DHEAS;
  • Irsutismo e/o ipertricosi;
  • Abbassamento della voce;
  • Alopecia androgenica, ossia perdita dei capelli (anch’essa associata alla concentrazione di ormoni maschili);
  • Bassi livelli di SHBG (globulina che trasporta gli ormoni sessuali);
  • Rapporto tra livelli di LH (ormone luteinizzante) e FSH (ormone stimolatore del follicolo) maggiore di 2.5 (valutati al terzo giorno del ciclo mestruale);
  • Iperprolattinemia (elevati livelli ematici di prolattina);
  • Iperinsulinemia (elevati livelli ematici di insulina);
  • Iperlipidemia (elevati livelli ematici di grassi);
  • Alti livelli di proteina C-reattiva;
  • Obesità centrale, concentrata nella metà inferiore del torace;
  • Apnea notturna;
  • Infertilità femminile (dovuta all’anovulazione cronica);
  • Aborti spontanei;
  • Acanthosis nigricans (presenza di macchie scure sulla pelle);
  • Molluschi penduli (fibromi molli).

Le donne colpite da policistosi ovarica sono maggiormente predisposte a sviluppare ipertensione, sindrome metabolica, cancro all’utero e diabete di tipo II.

Cause

La principale causa delle manifestazioni tipicamente legate all’ovaio policistico (dismenorrea, irsutismo e anovulazione è riconducibile all’iperandroginismo. A sua volta, l’eccesso di androgeni é dovuto alle oscillazioni dei livelli dell’ormone luteinizzante (LH): un eccesso di LH stimola l’ovaio a produrre alti dosaggi di estrogeni ed androgeni. l’LH prodotto non sembra essere semplicemente in eccesso, ma possedere anche un’attività maggiore, dovuta anche ad una aumentata glicosilazione della molecola stessa.

Allo stesso tempo, un’altra gonadotropina, FSH (ormone follicolo-stimolante), viene prodotta in concentrazione ridotta dall’ipofisi, mentre le concentrazioni ematiche di prolattina aumentano, raggiungendo anche valori doppi rispetto a quelli fisiologici.

Le elevate quantità di LH prodotte causano un aumento di volume dell’ovaio e un’iperproduzione di androgeni. L’eccesso di ormoni prodotti stimolerà l’attività di conversione degli androgeni in estrogeni a livello dei tessuti adiposi. L’incremento di concentrazione degli estrogeni e la contemporanea diminuzione di secrezione di FSH (e quindi un’alterazione del rapporto fisiologico LH/FSH) provocano una maturazione incompleta del follicolo, causa primaria della formazione delle cisti. La mancata maturazione del follicolo causa anovulazione (associata ad infertilità) e l’iperstimolazione delle cellule della teca, che stimolano la produzione di altri androgeni, innescando nuovamente il circolo vizioso appena descritto.

Secondo alcuni studi, a contribuire attivamente all’iperandroginismo sarebbe l’insulinoresistenza.