In alcune circostanze, detesto aver ragione. Una di queste é quando continuo ad avere la conferma che gli estremismi sono tutti ugualmente pericolosi, anche quelli alimentari, e che le associazioni a struttura piramidale sono non solo da evitare come la peste, ma da tenere d’occhio per poter denunciare eventuali abusi, reati o comportamenti scorretti. Bene che vada, c’è qualcuno che si arricchisce a spese di un sottoposto o che lo spinge a cercare nuove reclute (clienti? adepti? poco cambia) a tutti i costi. Funzionano così, con differenze specifiche a seconda dei casi, le sette di ispirazione religiosa, quelle di ispirazione complottistica, quelle anti-governative, alcuni network marketing, le associazioni pseudo-segrete (perchè tanto le conosciamo bene) ma non solo.

Fin da quando hanno iniziato a diffondersi in rete, anche i gruppi legati all’alimentazione hanno iniziato a manifestare le medesime dinamiche. Non tutti, ma alcune di essi sicuramente sì, avevano uno o più guru di riferimento, che difendevano da tutto e da tutti (perché solitamente proponevano teorie illogiche e per nulla scientifiche e quindi venivano isolati dalla comunità medico-scientifica), reclutamento di nuovi seguaci a mezzo social, diffusione di testimonianze miracolose, denigrazione degli “altri” (che sono schiavi del sistema, corrotti o persone che lucrano su malattie e problemi altrui, ecc.). Non mi riferisco esclusivamente ai seguaci più estremisti del veganesimo, ma anche a chi segue ciecamente altri santoni – di solito autori di libri e unici custodi di un regime alimentare miracoloso – che promettono di cambiarci la vita eliminando i cereali o la carne dalla nostra dieta.

E non ci dimentichiamo di chi truffa persone disperate e malate, convincendole che un intruglio, dell’acqua e zucchero o dei fiori messi a macerare possano guarire ogni male.

Io, per motivi personali e professionali, lotto da sempre contro queste realtà, con i mezzi che ho, soprattutto in privato, facendo informazione e sensibilizzando con garbo chiunque penso possa averne bisogno. Non nascondo di trovare sempre di fronte a me molta violenza verbale e ostinata fede nelle loro teorie. Io non sono come loro, non ho fede in nulla se non nel dato concreto e nella ragione e mai mi permetterei di giudicare qualcuno senza prove o con termini troppo coloriti. Forse é per questo che spesso mi sembra di lottare contro i mulini a vento, ottenendo scarsissimi risultati. Non pretendo mai chissà cosa, solo che inizino a pensare con la loro testa, eppure sembra di parlare al vento.

Ma nonostante la lunga premessa, in cui volutamente non sono mai entrata nello specifico, in questo post volevo parlare di una notizia di cronaca, che per me é anche cronaca locale: quella dello smantellamento di una “setta macrobiotica”. Per quanto impropria possa sembrare questa definizione, dato che nel pensiero comune una setta assume una connotazione di culto parallelo rispetto ad una religione tradizionale, ogni associazione di questo tipo, che ha alla base l’elevazione di qualcuno o qualcosa ad esempio da seguire ed imitare ad ogni costo, funziona esattamente come una religione, un culto o una setta (non è certo questa la sede per elencare e discutere caratteristiche e differenze specifiche, il mio é un discorso molto generico).

La cosa che volevo far notare ancora una volta, stavolta pubblicamente, é come alcune caratteristiche tipiche di queste sette sono facilmente riscontrabili in tante altre dinamiche, che magari non consideriamo pericolose ma solo esagerate. Perché non é vero che chi compie scelte estreme é sempre libero di avere comunque una propria opinione o può smettere quando vuole. A volte persone particolarmente fragili vengono risucchiate in un vortice di violenze e vessazioni psicologiche notevoli, autoconvincendosi di essere sulla giusta via. Cerchiamo di allenare l’occhio e la mente a riconoscere i fanatici dalle vittime, concentrandoci ad aiutare quest’ultime e combattere i primi.

Articolo del Corriere Adriatico del 15 marzo 2018
Articolo del Corriere Adriatico del 15 marzo 2018

Vorrei a questo punto (finalmente) tirare le somme del mio lungo discorso ed elencare quelli che a mio parere sono le caratteristiche comuni di queste “sette” e, quindi, i campanelli d’allarme che vorrei che tutti tenessero a mente prima di finire inesorabilmente risucchiati in un vortice autolesionista. In altre parole: fate le scelte che volete, ma fatele in piena consapevolezza e libertà, facendo bene attenzione a trovare le persone giuste con cui condividere le vostre passioni. Drizzate le antenne se notate alcuni di questi punti:

  • gente senza arte né parte (e nè titolo) che si fa chiamare Maestro come se avesse da insegnarvi qualcosa;
  • il continuo ribadire che chi segue i loro consigli e stile di vita é un eletto, migliore di tutti gli altri;
  • e ovviamente il contemporaneo denigrare chiunque la pensi in maniera diversa, in particolar modo utilizzando espressioni come: schiavi del sistema, complici di un piano, ecc.;
  • il chiedere soldi sotto forma di donazioni per più “buone cause” (non per persone in difficoltà, ma per aiutare il guru a realizzare determinati progetti);
  • il costringere a seguire dei codici di comportamento, giustificando la loro insistenza e le minacce con la scusa che sia tutto per il vostro bene;
  • attenzione anche a chi vi assegna dei compiti che somigliano tantissimo ad un lavoro, senza offrirvi alcun compenso se non la promessa di espirare qualcosa o nobilitarvi l’animo.

Se volete approfondire i tratti distintivi della setta in questione, potete leggere l’articolo con le parti evidenziate che ho allegato come immagine oppure leggere i vari articoli sui quotidiani nazionali e locali. Ve ne lascio uno di esempio:

https://www.ilrestodelcarlino.it/ancona/cronaca/setta-macrobiotica-1.3787640

Probabilmente tornerò ancora sull’argomento, approfondendo alcuni aspetti o presentando altri casi, ma spero davvero con tutta me stessa di dover leggere sempre meno notizie come quella degli ultimi giorni.